Il VP of Advertising Platforms di Apple Todd Teresi ha tenuto una sessione di Q&A alla Postback Conference di Seattle, dove ha parlato dei motivi che hanno portato al fallimento di iAd e del futuro della pubblicità nelle applicazioni iOS.Durante il suo intervento, Teresi ha detto che la piattaforma di pubblicità iAd è stata sostituita dagli annunci di ricerca implementati su App Store e che permettono agli sviluppatori di investire per rendere più visibili le loro app. Questi annunci hanno un tasso di conversione superiore al 50%, il che significa che più della metà degli utenti interagisce con le app promosse tramite questo servizio. Si tratta di una statistica molto importante da prendere in considerazione per tutti gli sviluppatori.

Per quanto riguarda iAd, il responsabile advertising di Apple ammette che l’azienda ha preferito orientarsi su una nuova direzione per sfruttare al meglio le proprie risorse: “Gli annunci di ricerca sono stati progettati per far scoprire e mettere in evidenza le app, con benefici sia per gli utenti che per gli sviluppatori“. iAd, invece, era più una piattaforma classica di pubblicità, che non ha mai preso piede soprattutto per i prezzi elevati che dovevano pagare gli inserzionisti e per una concorrenza molto agguerrita.

Analizzando l’efficacia degli annunci di ricerca, Teresi ha affermato che questo servizio offre un campo di gioco uniforme per gli sviluppatori. Inoltre, la piattaforma incorpora un algoritmo di pertinenza ottimale che aumenta le possibilità di far scoprire nuove app: “Siamo orgogliosi di assicurare tutti gli sviluppatori sul fatto che, se cerchi un tipo specifico di app, l’algoritmo non avvantaggia solo chi ha investito più soldi. Il vero nucleo è dato dalla pertinenza. Non si entra nemmeno in asta se non si superano prima le nostre barriere di pertinenza degli annunci”. 

In futuro, Apple fornirà nuove metriche di misurazione per gli sviluppatori, dando sempre priorità alla privacy degli utenti. Viene confermato che l’obiettivo primario di questi annunci è dato dalla scoperta di applicazioni su App Store.

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