In questi giorni in America si sta parlando di una legge che, qualora venisse approvata, permetterebbe ai riparatori indipendenti ed ai normali consumatori di acquistare parti di ricambio direttamente dall’azienda produttrice, insieme a ai manuali diagnostici per l’assemblaggio. Apple è fortemente contraria a questa norma e sta donando dei soldi ad una lobby che ha proprio il compito di opporsi.La norma in realtà è molto interessante ed è pensata per evitare che i produttori abbiano anche il monopolio sulle riparazioni, che spesso rappresenta un altro business vero e proprio (soprattutto dopo la scadenza della garanzia). Apple non ha mai autorizzato le società indipendenti a riparare gli iPhone anche se esistono centinaia di aziende che lo fanno ormai da anni. Alcune di queste utilizzano parti originali sottratte ad altri iPhone “rottamati”, altre invece si rivolgono al mercato cinese riuscendo talvolta ad ottenere parti originali direttamente dalla fabbrica ma correndo anche il rischio di ottenere parti contraffatte e qualitativamente inferiori a quelle originali.

Chi vuole questa legge ne fa anche una questione di sicurezza: acquistare sul mercato cinese una batteria contraffatta espone gli utenti di fronte ad un pericolo reale e concreto.

Apple eleva ancora di più questo concetto di sicurezza sostenendo che l’unico modo per non far correre rischi ai propri clienti è quello di occuparsi “personalmente” della riparazione e delle parti di ricambio, limitando l’apertura degli smartphone soltanto a personale specializzato e formato dall’azienda stessa.

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