Dopo l’inizio della battaglia legale per la questione delle royalties e delle licenze sui brevetti, Qualcomm fa sapere che Apple non pagherà più alcun tipo di revenue per ogni iPhone venduto.Apple ha informato Qualcomm che non intende più pagare le revenue su ogni iPhone venduto per l’utilizzo dei relativi brevetti, “fino a quando la controversia non sarà risolta“.

Ricordiamo che, nella sia prima denuncia, Apple affermava che Qualcomm aveva richiesto pagamenti per royalties di brevetti di cui non deteneva alcun diritto, arrivando a chiedere fino ad 1 miliardo di dollari per assicurare le forniture dei processori baseband degli iPhone. In totale, Qualcomm avrebbe “estorto” ad Apple 1 miliardo di dollari, che ora l’azienda richiede nella querela presentata nei mesi scorsi. Apple accusa Qualcomm anche di aver illecitamente aumentato i prezzi rispetto alla concorrenza, giocando proprio sulle non veritiere – dice Apple – royalties. In pratica, per gli avvocati di Apple, Qualcomm ha usato il suo “potere di monopolio” per non rispettare gli impegni FRAND (quelli che obbligano a concedere alcuni brevetti considerati standard del settore in modo equo, ragionevole e non discriminatorio) , facendo quindi pagare royalties molto più alte.

La contro querela presentata da Qualcomm nega queste accuse e parla di semplice volontà dell’azienda di Cupertino di avere minori costi di licenza. Qualcomm cita anche 35 difese specifiche per le più importanti accuse presentate da Apple, sostenendo che si tratta di fatti infondati. In particolare, le affermazioni di Apple sulla violazione dei contratti sarebbero da annullare perchè la stessa Apple ha violato l’accordo di cooperazione tra le due aziende. Inoltre, per Qualcomm Apple non avrebbe subito alcun pregiudizio concreto nella concessione delle licenze sui brevetti, per cui è inammissibile ogni richiesta di risarcimento.

Ora, Apple non pagherà più alcuna revenue, con il rischio per Qualcomm di perdere circa 500 milioni di dollari in un anno.

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